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Categoria: Calcio

21 Dicembre 2025

Angelo D’Auria (Referente Tecn. Naz. Calcio a 5 FISDIR): “Genitori, avvicinate i ragazzi allo sport”


angelo d'auria calcio a 5 fisdir

Intervista dopo intervista, tra le nostre righe emerge sempre più la passione e la professionalità che i tecnici FISDIR infondono nel proprio lavoro. Grazie ad anni di esperienza sul campo e al desiderio di restare costantemente aggiornati, le loro capacità permettono allo sport di rispettare il suo significato più profondo: crescere (e accrescere) l’autonomia degli atleti non sono a livello sportivo, ma anche a livello umano.

Quest’oggi abbiamo modo di conoscere più da vicino Angelo D’Auria, attuale Referente Tecnico della Nazionale di Calcio a 5 FISDIR, nome storico della nostra Federazione e anima sportiva capace di rispondere con profonda abnegazione agli obiettivi di FISDIR e ai sogni dei nostri atleti.

Come mai hai deciso di fare questo percorso di tecnico in FISDIR?

Sono un ex calciatore e psicologo, ho messo assieme lo studio con la passione ed è venuta fuori questa scelta, che nel corso degli anni mi ha portato ad assumere incarichi su base regionale e nazionale in FISDIR.

Ci sono differenze di regole tra il calcio a 5 per persone normodotate e quello FISDIR?

A livello internazionale non ci sono differenze, in quanto il regolamento del calcio a 5 per gli atleti con disabilità intellettivo-relazione è lo stesso. A livello nazionale chi fa la Serie A segue il regolamento del calcio a 5, mentre nelle categorie promozionali seguiamo regole adattate alla tipologia degli atleti.

E per quanto riguarda gli allenamenti, ci sono differenze ed eventualmente quali metodologie vengono applicate?

Va tenuta in considerazione la metodologia dell’insegnamento. Abbiamo atleti che possono svolgere un programma di allenamento simile a quello delle persone normotipiche, ma dobbiamo ricordarci che abbiamo persone con disabilità intellettivo-relazionale: quindi la modalità di insegnamento è peculiare e specifica.

Tra l’altro, negli sport di squadra chi gestisce un gruppo di atleti con disabilità intellettivo-relazionale ha sicuramente una marcia in più, rispetto a chi segue un gruppo di normotipici, in quanto devi continuamente adattare la tua comunicazione ad ogni atleta.

Svariati tecnici FISDIR ci hanno detto che allenare il gesto sportivo significa allenare l’autonomia dell’atleta in quanto persona.

La parte atletica e tecnica sono essenziali per garantire prestazioni ottimali. Ma ribadisco che la capacità maggiore dei nostri tecnici deve essere quella di ‘saper far fare’ al ragazzo quello che diciamo. È la nostra metodologia e modalità di insegnamento che fa la differenza.

Possiamo essere preparatissimi nella disciplina sportiva di appartenenza, ma se non riusciamo a trasferire le competenze tecniche ai nostri ragazzi, con gli adattamenti del caso, rischiamo di rendere inefficace il nostro lavoro. Questa è la scommessa e la marcia in più che abbiamo lavorando con questi ragazzi.

Se dovessi descrivere la tua esperienza in FISDIR usando solo tre parole, quali ci diresti?

Ricchezza interiore, spontaneità e trasparenza.

Un aneddoto o un ricordo della tua esperienza in FISDIR?

Ora faccio il Referente Tecnico Nazionale, ma fino allo anno scorso ero allenatore della Nazionale dei ragazzi con Sindrome di Down, persone che considero patrimonio dell’umanità. Puoi ritrovarti in una hall di un albergo brasiliano, con centinaia di ragazzi da tutto il mondo, che ti guardano e ti vengono ad abbracciare. Forse è la ricchezza più grande che porto con me quotidianamente lavorando con loro.

Quale messaggio vorresti mandare ai ragazzi che vorrebbero diventare atleti FISDIR?

Il messaggio lo mando alle famiglie dei ragazzi: avvicinateli allo sport, perché l’attività motoria è sinonimo di crescita, e permette di lavorare su obiettivi che riguardano il loro progetto di vita. Oggi abbiamo una elevatissima percentuale di ragazzi con disabilità che non si avvicinano allo sport: non dipende dalle loro potenzialità, ma dai familiari che scelgono per loro, e scelgono di fare altro. Non sanno cosa si perdono.

Invece cosa ti ha dato la FISDIR e cosa pensi di aver tu dato alla FISDIR?

La FISDIR mi ha permesso di entrare in contatto con questo mondo e mi ha dato tanto: il confronto continuo con i colleghi, i tecnici e gli amministrativi. Per me è sempre un momento piacevole stare nei contesti FISDIR. A livello regionale abbiamo una frequenza di incontri più assidua, visto che ci sono campionati, manifestazioni e tanti altri eventi. Cosa penso di aver dato io? Preferisco che siano gli altri a dirlo, ma spero sia stato qualcosa di positivo.

Ma è così importante la Formazione in FISDIR?

La Formazione è fondamentale, dovrebbe essere un percorso continuo per chi vuole stare in FISDIR, così come fanno le altre federazioni olimpiche e paralimpiche. I nostri ragazzi richiedono un adattamento continuo da parte nostra: non possiamo sentirci arrivati e, così come avveniva in passato, non possiamo permetterci che chiunque gestisca un gruppo di atleti con disabilità.

I nostri atleti richiedono attenzione: entrare a far parte del nostro mondo significa acquisire specializzazione. Se vogliamo veramente mettere in pratica il nostro know-how, dobbiamo pretendere una formazione che permetta ai tecnici di proporsi ai nostri ragazzi in maniera adeguata.

Se potessi lanciare un messaggio a chi vorrebbe fare il tecnico FISDIR cosa diresti?

Inseritevi all’interno di un gruppo FISDIR. Iniziate sperimentando e, solo dopo aver trascorso un po’ di tempo con gli atleti, fate il passaggio al livello tecnico. Prima bisogna comprendere qual è il modo per stare insieme ai ragazzi, per costruire e mantenere relazioni. Per cui è necessario stare nei contesti, sperimentare, sbagliare e riprovare. E andare avanti senza fermarsi. Se manca questa predisposizione, è meglio andare verso il mondo dei normotipici.

C’è stato un momento in FISDIR in cui hai pensato che questo è il motivo per cui faccio ciò che faccio?

Tutti i giorni. Lo ripeto da 30 anni, resto in questo mondo perché è la cosa più bella che faccio. Ancora mi riempie di gioia andare in palestra il pomeriggio coi ragazzi e fare attività motoria. Non ho nessun rimpianto e recriminazione, ma solo il piacere di poter stare con i nostri atleti e apprendere tutti i giorni da loro. È una scommessa giornaliera.

Qual è secondo te il futuro di FISDIR?

Mi auguro sia ancora più roseo. In questo momento c’è il nuovo organo direttivo che deve sviluppare una vision futura che sia realistica. Posso solo augurarmi che FISDIR cresca e possa trovare una dimensione professionale e professionistica, proprio come le vere federazioni. Ad oggi siamo ancora in un percorso di crescita, ci sono ampi margini di miglioramento e non posso che augurarmelo per il bene del movimento, dello sport e delle persone con disabilità. Anche perché Angelo D’Auria c’è oggi, mentre domani no, ma FISDIR deve esserci a prescindere dalle persone. Il progetto prima di tutto.


15 Ottobre 2024

Presentato oggi a Viterbo il Campionato di Calcio a 5


calcio a 5 trigames

Si svolgerà a Viterbo, dal 17 al 20 ottobre, il Campionato Italiano di Calcio a 5 FISDIR.

Saranno 200 gli atleti che prenderanno parte alla manifestazione.
Questa mattina l’evento è stato presentato nella sala Regia di Palazzo dei Priori, alla presenza dell’assessore allo Sport Emanuele Aronne, dell’assessore alle Politiche Sociali Rosanna Giliberto, della consigliera al patrimonio comunale Maria Rita De Alexandros.
Ad illustrare il campionato, Fabio Barzellotti, presidente dell’associazione Lo Zucchero Filato Aps, Alessandro Cuboni, presidente del Gsd Pianoscarano e Alessio Santoro, tecnico del Pianoscarano.

Le squadre che parteciperanno al campionato saranno 17 provenienti da tutta Italia: Roma, Torino, Padova, Città di Castello, Milano, Caltanissetta, Enna e Cosenza.

La cerimonia di apertura si terrà venersì 18 ottobre alle 10.30 al Palamalè. Alle 15 al via la partita inaugurale al campo dell’ASD Tuscia Santa Barbara.

Il commento di Fabio Barzelotti: “Lo sport paralimpico porta visione alla città e inclusione per i ragazzi. Viterbo può diventare la capitale italiana dell’inclusione. E se tutte le realtà istituzionali collaborano questa cosa non sarà difficile realizzarla”

Alessio Santoro del Pianoscarano: “Lo sport è lo strumento con cui ripartire e avere nuove prospettive. Lo strumento di inclusività più importante che c’è. Il campionato è suddiviso in quattro categorie: serie A, serie C21 sindrome di Down, serie B. Viterbo partecipa con due squadre, entrambe in serie B, Pianoscarano Zucchero Filato che lo scorso anno ha vinto il campionato di serie C a Palermo, e Pianoscarano Zucchero Filato 2”.

IL CALENDARIO DELLA MANIFESTAZIONE


2 Giugno 2024

Circolare – Campionato Italiano Calcio a 5


logo fisdir

La Circolare

Luogo e Data
Viterbo (VT), 17 – 20 ottobre 2024


Società Sportiva Organizzatrice
ASD GS Dilett. Piano Scarano 1949 e-mail: VT003@fisdir.it


Responsabile Organizzativo, Logistica e Trasporti
Barzellotti Fabio – 338-6851202 e-mail: fabiobarz@libero.it


Impianti da Gioco e Caratteristiche Tecniche

– “PALAMALÈ” Via Monte Cimini 17, 01100 – Viterbo


– “PALACUS” Via S. Camillo De Lellis, 01100 – Viterbo


– “CENTRO SPORTIVO O. BRUNI” Via F. Boccacci 13, 01100 – Viterbo


22 Febbraio 2024

Basket e Calcio a 5 – Raduni tecnici in vista dei Trisome Games di Antalya


pallacanestro fisdir

Nelle giornate del 23-24 e 25 febbraio 2023 si terranno i seguenti raduni tecnici in vista dei SUDS Trisome Games di Antalya:

  • Pallacanestro II2 – Scandicci (FI)
  • Calcio a 5 II2 – Robecchetto con Induno (MI)

Queste le parole del c.t. e RTN della pallacanestro Giuliano Bufacchi: “Questo raduno ci serve come test per preparare al meglio i Trisome Games che sono l’unico titolo che ancora ci manca. Abbiamo deciso di portare una squadra più atletica e veloce rispetto rispetto a quella di Padova. Abbiamo scelto i ragazzi in base a quanto visto ai Campionati Italiani; Abbiamo inserito Emanuele Fiorini, abbiamo richiamato Andrea Rebecchini a discapito del giovane Raniero che non era andato benissimo nella manifestazione campana e di Stefano Borgato che fisicamente è più grosso ma più lento rispetto agli altri. E’ stata una scelta prevalentemente tecnica basata sul gioco che vogliamo impostare ed il lavoro che faremo in questo raduno è proprio relativo alla parte tecnica. Rispetto a Padova, pur rimanendo sulla falsariga del lavoro che abbiamo fatto sulla difesa sugli schemi d’attacco, cercheremo di dare una tipologia di gioco più aggressivo e rapido a tutto campo”.

Gianluca Oldani, tecnico del Calcio a 5:”Domani inizia l’ultimo raduno in vista dei Trisome Games che si terranno in Turchia, siamo carichi e entusiasti. Vogliamo dimostrare il nostro valore migliorando il piazzamento ottenuto agli europei dello scorso settembre a Padova. Nelle ultimi tre competizioni internazionali abbiamo sempre ottenuto un ottimo terzo posto, quest’anno vogliamo dimostrare ancora una volta il nostro valore e dare il massimo per ottenere di più. I ragazzi sono pieni di entusiasmo e determinazione, affronteremo come sempre questa sfida con il solito spirito di squadra e sacrificio che ci ha sempre contraddistinto nei tornei precedenti”.

Le Convocazioni

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Calcio a 5

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