Diventare un atleta FISDIR significa essere parte di un movimento in cui sport e rivoluzione socio-culturale vanno di pari passo: crescita, relazione e identità sono solo alcune parole chiavi del nostro percorso sportivo, che desideriamo donare a tutti gli atleti che scelgono la nostra Federazione.
Se non credete a noi, ascoltate allora i consigli di alcuni dei nostri tecnici, che hanno voluto spendere diverse parole su suggerimenti per chi sta seriamente pensando di far parte della nostra grande famiglia.
Lottare contro la paura grazie allo sport
Nella vita veniamo messi alla prova da paure, cambiamenti, salti nel vuoto e scelte che non sapremo come andranno a finire. Ma, senza rischio, non sapremo mai cosa potrà accadere: oppure, semplicemente, non si vive.
È questa la filosofia che emerge nel momento in cui si inizia a praticare sport all’interno della nostra Federazione: rischiare e provarci, perché l’esperienza porterà strumenti utili anche per la propria vita privata. Ed è ciò che pensano anche i nostri tecnici.
“Provateci – è il messaggio di Marzia Bucca, Referente Tecnico Nazionale del Tennistavolo FISDIR -. Non abbiate paura di mettervi in gioco e soprattutto ricordate che essere un atleta FISDIR non significa solo competere, ma vivere lo sport con gioia, sentire la magia di essere parte di un team, praticare in un ambiente accogliente e con persone pronte a condividere il cammino sportivo e a supportarvi.“
In soldoni, è necessario abbandonare la visione dello sport come un esame da superare e vincere a tutti i costi; invece si tratta di un paradigma umano intenso: una porta aperta verso una nuova forma di libertà individuale e personale. Spesso la paura di sbagliare ci frena, ma questo messaggio ribalta la prospettiva: ciò che conta è provarci, sempre.
Stessa filosofia, ma con un pizzico di introspezione in più, caldeggiata da Hellas Fuchsova, Referente Tecnico Nazionale del Tiro con l’arco FISDIR: “Provateci sempre e condividete le vostre paure con i compagni di squadra, perché sono gli stessi timori che hanno gli altri, anche se in quel momento non riescono a esternarle. La condivisione permette di iniziare a parlare, e così si può diventare una squadra. Buttatevi e provateci, anche se avete un po’ di timore, perché come lo provate voi, lo hanno anche quelli che sono venuti prima di voi.“.
Un messaggio che sottolinea il valore aggiunto del percorso sportivo in FISDIR: la comunità. Chi decide di diventare un atleta della nostra Federazione, non sarà mai solo un numero o un atleta isolato, ma farà parte di un processo di condivisione con gli altri. Qui c’è un ambiente che invita a non restare a guardare, ma esorta a prendere posizione e a trasformare ogni sfida (personale, collettiva e sportiva) in un’opportunità.
Crescita personale, motivazione e costruzione del percorso
La FISDIR è un percorso che genera crescita, soddisfazione e motivazione reale. Tuttavia noi diamo gli strumenti, ma sono gli atleti che devono portare con sé la loro motivazione: è necessario prendersi carico di sé e responsabilizzare i propri obiettivi, non solo come atleti, ma prima di ogni cosa come persone inserite nella società (concetto che ci teniamo fortemente a ribadire).
La Responsabile Tecnica della Nazionale di Pallavolo FISDIR Cristina Ranocchi, parlando a chi vorrebbe diventare atleta FISDIR, sottolinea che si tratta di un percorso che appaga: “Sono convintissima che sarà un’esperienza che darà loro soddisfazione, che potranno crescere la loro convinzione e che, attraverso l’attività in FISDIR, possano lavorare tantissimo per raggiungere anche degli obiettivi in un contesto sociale molto più ampio.“
Una visione che racconta come l’esperienza sportiva possa consolidare la propria convinzione personale, una strong skills che sarà necessaria al futuro adulto che avrà a che fare con contesti sociali diversi, come quello lavorativo. Insomma, lo sport permette di consolidare le proprie capacità sociali per contesti più complessi in cui svilupparsi.
A fargli eco c’è Giuseppe del Gaudio, Responsabile Tecnico della Nazionale di Canottaggio FISDIR: “Al ragazzo gli va fatto capire che, grazie allo sport, può realizzare cose che gli piacciono. Poi tutto sta nell’empatia che il gruppo può avere nei confronti l’uno dell’altro. Poi mano a mano inserirlo in base alle sue caratteristiche e ai suoi interessi, e indirizzarlo verso la parte agonistica che più gli piace“.
Tutto ciò non significa rendere lo sport un passatempo, bensì aiutare la ragazza o il ragazzo a riconoscere le proprie capacità, al fine di realizzare ciò che più gli piace. L’attività sportiva ben strutturata, così come accade in FISDIR, deve essere volta alla consapevolezza e al raggiungimento di obiettivi concreti.
Il ruolo del cambiamento incarnato dalle famiglie
Rivolgersi ai ragazzi è ciò che ci sta più a cuore, ma una menzione speciale va – come sempre – alle famiglie. Qualche tempo fa, abbiamo realizzato una guida con testimonianze dirette dei genitori che hanno dato ai propri figli l’opportunità di praticare una disciplina sportiva in FISDIR. Oggi, invece, vogliamo far parlare i tecnici, proprio perché alcuni di loro hanno voluto inviare messaggi direttamente alle famiglie.
“Avvicinateli allo sport – ha affermato Angelo D’Auria, Referente Tecnico della Nazionale di Calcio a 5 FISDIR -, perché l’attività motoria è sinonimo di crescita, e permette di lavorare su obiettivi che riguardano il loro progetto di vita. Oggi abbiamo una elevatissima percentuale di ragazzi con disabilità che non si avvicinano allo sport: non dipende dalle loro potenzialità, ma dai familiari che scelgono per loro, e scelgono di fare altro. Non sanno cosa si perdono.“
Il messaggio di fondo deve essere chiaro: lo sport non è unicamente un passatempo, quanto un piccolo strumento di progettualità. Stiamo parlando di mattoni fondamentali per la crescita del progetto di vita della persona. In FISDIR l’obiettivo è duplice: prendere i ragazzi e, da una parte, trasformarli in atleti che possano competere a livello nazionale e internazionale, e, dall’altra, renderle persone più autonome, sicure di sé e capaci di affrontare le sfide quotidiane.
“Le famiglie sono fondamentali per gli atleti FISDIR. – ha ribadito Giuliano Bufacchi, Referente Tecnico Nazionale di Basket FISDIR –. Sono loro a consigliare ai ragazzi di provare attività sportive che non avrebbero mai immaginato di praticare, dandogli la possibilità di capire che in campo le disabilità scompaiono. Lo sport è uno strumento prezioso e aiuta tantissimo a fare in modo che i ragazzi abbiano una vita ‘normale’ e all’interno dell’attività sportiva FISDIR al centro c’è sempre la persona.“
Insomma, le famiglie sono il vero e proprio motore del cambiamento, non solamente un supporto emotivo. Il compito più importante dei genitori è diventare il trampolino di lancio per il proprio figlio verso una nuova opportunità di vita che, da una parte, garantirà loro una crescita atletica invidiabile e, dall’altra, costruirà strumenti sociali imprescindibili da poter utilizzare anche al di fuori delle competizioni sportive.