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Categoria: Discipline

2 Gennaio 2026

Ecco cosa consigliamo a chi vorrebbe diventare un atleta FISDIR


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Diventare un atleta FISDIR significa essere parte di un movimento in cui sport e rivoluzione socio-culturale vanno di pari passo: crescita, relazione e identità sono solo alcune parole chiavi del nostro percorso sportivo, che desideriamo donare a tutti gli atleti che scelgono la nostra Federazione.

Se non credete a noi, ascoltate allora i consigli di alcuni dei nostri tecnici, che hanno voluto spendere diverse parole su suggerimenti per chi sta seriamente pensando di far parte della nostra grande famiglia.

Lottare contro la paura grazie allo sport

Nella vita veniamo messi alla prova da paure, cambiamenti, salti nel vuoto e scelte che non sapremo come andranno a finire. Ma, senza rischio, non sapremo mai cosa potrà accadere: oppure, semplicemente, non si vive.

È questa la filosofia che emerge nel momento in cui si inizia a praticare sport all’interno della nostra Federazione: rischiare e provarci, perché l’esperienza porterà strumenti utili anche per la propria vita privata. Ed è ciò che pensano anche i nostri tecnici.

Provateciè il messaggio di Marzia Bucca, Referente Tecnico Nazionale del Tennistavolo FISDIR -. Non abbiate paura di mettervi in gioco e soprattutto ricordate che essere un atleta FISDIR non significa solo competere, ma vivere lo sport con gioia, sentire la magia di essere parte di un team, praticare in un ambiente accogliente e con persone pronte a condividere il cammino sportivo e a supportarvi.

In soldoni, è necessario abbandonare la visione dello sport come un esame da superare e vincere a tutti i costi; invece si tratta di un paradigma umano intenso: una porta aperta verso una nuova forma di libertà individuale e personale. Spesso la paura di sbagliare ci frena, ma questo messaggio ribalta la prospettiva: ciò che conta è provarci, sempre.

Stessa filosofia, ma con un pizzico di introspezione in più, caldeggiata da Hellas Fuchsova, Referente Tecnico Nazionale del Tiro con l’arco FISDIR: “Provateci sempre e condividete le vostre paure con i compagni di squadra, perché sono gli stessi timori che hanno gli altri, anche se in quel momento non riescono a esternarle. La condivisione permette di iniziare a parlare, e così si può diventare una squadra. Buttatevi e provateci, anche se avete un po’ di timore, perché come lo provate voi, lo hanno anche quelli che sono venuti prima di voi.“.

Un messaggio che sottolinea il valore aggiunto del percorso sportivo in FISDIR: la comunità. Chi decide di diventare un atleta della nostra Federazione, non sarà mai solo un numero o un atleta isolato, ma farà parte di un processo di condivisione con gli altri. Qui c’è un ambiente che invita a non restare a guardare, ma esorta a prendere posizione e a trasformare ogni sfida (personale, collettiva e sportiva) in un’opportunità.

Crescita personale, motivazione e costruzione del percorso

La FISDIR è un percorso che genera crescita, soddisfazione e motivazione reale. Tuttavia noi diamo gli strumenti, ma sono gli atleti che devono portare con sé la loro motivazione: è necessario prendersi carico di sé e responsabilizzare i propri obiettivi, non solo come atleti, ma prima di ogni cosa come persone inserite nella società (concetto che ci teniamo fortemente a ribadire).

La Responsabile Tecnica della Nazionale di Pallavolo FISDIR Cristina Ranocchi, parlando a chi vorrebbe diventare atleta FISDIR, sottolinea che si tratta di un percorso che appaga: “Sono convintissima che sarà un’esperienza che darà loro soddisfazione, che potranno crescere la loro convinzione e che, attraverso l’attività in FISDIR, possano lavorare tantissimo per raggiungere anche degli obiettivi in un contesto sociale molto più ampio.

Una visione che racconta come l’esperienza sportiva possa consolidare la propria convinzione personale, una strong skills che sarà necessaria al futuro adulto che avrà a che fare con contesti sociali diversi, come quello lavorativo. Insomma, lo sport permette di consolidare le proprie capacità sociali per contesti più complessi in cui svilupparsi.

A fargli eco c’è Giuseppe del Gaudio, Responsabile Tecnico della Nazionale di Canottaggio FISDIR: “Al ragazzo gli va fatto capire che, grazie allo sport, può realizzare cose che gli piacciono. Poi tutto sta nell’empatia che il gruppo può avere nei confronti l’uno dell’altro. Poi mano a mano inserirlo in base alle sue caratteristiche e ai suoi interessi, e indirizzarlo verso la parte agonistica che più gli piace“.

Tutto ciò non significa rendere lo sport un passatempo, bensì aiutare la ragazza o il ragazzo a riconoscere le proprie capacità, al fine di realizzare ciò che più gli piace. L’attività sportiva ben strutturata, così come accade in FISDIR, deve essere volta alla consapevolezza e al raggiungimento di obiettivi concreti.

Il ruolo del cambiamento incarnato dalle famiglie

Rivolgersi ai ragazzi è ciò che ci sta più a cuore, ma una menzione speciale va – come sempre – alle famiglie. Qualche tempo fa, abbiamo realizzato una guida con testimonianze dirette dei genitori che hanno dato ai propri figli l’opportunità di praticare una disciplina sportiva in FISDIR. Oggi, invece, vogliamo far parlare i tecnici, proprio perché alcuni di loro hanno voluto inviare messaggi direttamente alle famiglie.

Avvicinateli allo sport ha affermato Angelo D’Auria, Referente Tecnico della Nazionale di Calcio a 5 FISDIR -, perché l’attività motoria è sinonimo di crescita, e permette di lavorare su obiettivi che riguardano il loro progetto di vita. Oggi abbiamo una elevatissima percentuale di ragazzi con disabilità che non si avvicinano allo sport: non dipende dalle loro potenzialità, ma dai familiari che scelgono per loro, e scelgono di fare altro. Non sanno cosa si perdono.

Il messaggio di fondo deve essere chiaro: lo sport non è unicamente un passatempo, quanto un piccolo strumento di progettualità. Stiamo parlando di mattoni fondamentali per la crescita del progetto di vita della persona. In FISDIR l’obiettivo è duplice: prendere i ragazzi e, da una parte, trasformarli in atleti che possano competere a livello nazionale e internazionale, e, dall’altra, renderle persone più autonome, sicure di sé e capaci di affrontare le sfide quotidiane.

Le famiglie sono fondamentali per gli atleti FISDIR. ha ribadito Giuliano Bufacchi, Referente Tecnico Nazionale di Basket FISDIRSono loro a consigliare ai ragazzi di provare attività sportive che non avrebbero mai immaginato di praticare, dandogli la possibilità di capire che in campo le disabilità scompaiono. Lo sport è uno strumento prezioso e aiuta tantissimo a fare in modo che i ragazzi abbiano una vita ‘normale’ e all’interno dell’attività sportiva FISDIR al centro c’è sempre la persona.

Insomma, le famiglie sono il vero e proprio motore del cambiamento, non solamente un supporto emotivo. Il compito più importante dei genitori è diventare il trampolino di lancio per il proprio figlio verso una nuova opportunità di vita che, da una parte, garantirà loro una crescita atletica invidiabile e, dall’altra, costruirà strumenti sociali imprescindibili da poter utilizzare anche al di fuori delle competizioni sportive.


21 Dicembre 2025

Angelo D’Auria (Referente Tecn. Naz. Calcio a 5 FISDIR): “Genitori, avvicinate i ragazzi allo sport”


angelo d'auria calcio a 5 fisdir

Intervista dopo intervista, tra le nostre righe emerge sempre più la passione e la professionalità che i tecnici FISDIR infondono nel proprio lavoro. Grazie ad anni di esperienza sul campo e al desiderio di restare costantemente aggiornati, le loro capacità permettono allo sport di rispettare il suo significato più profondo: crescere (e accrescere) l’autonomia degli atleti non sono a livello sportivo, ma anche a livello umano.

Quest’oggi abbiamo modo di conoscere più da vicino Angelo D’Auria, attuale Referente Tecnico della Nazionale di Calcio a 5 FISDIR, nome storico della nostra Federazione e anima sportiva capace di rispondere con profonda abnegazione agli obiettivi di FISDIR e ai sogni dei nostri atleti.

Come mai hai deciso di fare questo percorso di tecnico in FISDIR?

Sono un ex calciatore e psicologo, ho messo assieme lo studio con la passione ed è venuta fuori questa scelta, che nel corso degli anni mi ha portato ad assumere incarichi su base regionale e nazionale in FISDIR.

Ci sono differenze di regole tra il calcio a 5 per persone normodotate e quello FISDIR?

A livello internazionale non ci sono differenze, in quanto il regolamento del calcio a 5 per gli atleti con disabilità intellettivo-relazione è lo stesso. A livello nazionale chi fa la Serie A segue il regolamento del calcio a 5, mentre nelle categorie promozionali seguiamo regole adattate alla tipologia degli atleti.

E per quanto riguarda gli allenamenti, ci sono differenze ed eventualmente quali metodologie vengono applicate?

Va tenuta in considerazione la metodologia dell’insegnamento. Abbiamo atleti che possono svolgere un programma di allenamento simile a quello delle persone normotipiche, ma dobbiamo ricordarci che abbiamo persone con disabilità intellettivo-relazionale: quindi la modalità di insegnamento è peculiare e specifica.

Tra l’altro, negli sport di squadra chi gestisce un gruppo di atleti con disabilità intellettivo-relazionale ha sicuramente una marcia in più, rispetto a chi segue un gruppo di normotipici, in quanto devi continuamente adattare la tua comunicazione ad ogni atleta.

Svariati tecnici FISDIR ci hanno detto che allenare il gesto sportivo significa allenare l’autonomia dell’atleta in quanto persona.

La parte atletica e tecnica sono essenziali per garantire prestazioni ottimali. Ma ribadisco che la capacità maggiore dei nostri tecnici deve essere quella di ‘saper far fare’ al ragazzo quello che diciamo. È la nostra metodologia e modalità di insegnamento che fa la differenza.

Possiamo essere preparatissimi nella disciplina sportiva di appartenenza, ma se non riusciamo a trasferire le competenze tecniche ai nostri ragazzi, con gli adattamenti del caso, rischiamo di rendere inefficace il nostro lavoro. Questa è la scommessa e la marcia in più che abbiamo lavorando con questi ragazzi.

Se dovessi descrivere la tua esperienza in FISDIR usando solo tre parole, quali ci diresti?

Ricchezza interiore, spontaneità e trasparenza.

Un aneddoto o un ricordo della tua esperienza in FISDIR?

Ora faccio il Referente Tecnico Nazionale, ma fino allo anno scorso ero allenatore della Nazionale dei ragazzi con Sindrome di Down, persone che considero patrimonio dell’umanità. Puoi ritrovarti in una hall di un albergo brasiliano, con centinaia di ragazzi da tutto il mondo, che ti guardano e ti vengono ad abbracciare. Forse è la ricchezza più grande che porto con me quotidianamente lavorando con loro.

Quale messaggio vorresti mandare ai ragazzi che vorrebbero diventare atleti FISDIR?

Il messaggio lo mando alle famiglie dei ragazzi: avvicinateli allo sport, perché l’attività motoria è sinonimo di crescita, e permette di lavorare su obiettivi che riguardano il loro progetto di vita. Oggi abbiamo una elevatissima percentuale di ragazzi con disabilità che non si avvicinano allo sport: non dipende dalle loro potenzialità, ma dai familiari che scelgono per loro, e scelgono di fare altro. Non sanno cosa si perdono.

Invece cosa ti ha dato la FISDIR e cosa pensi di aver tu dato alla FISDIR?

La FISDIR mi ha permesso di entrare in contatto con questo mondo e mi ha dato tanto: il confronto continuo con i colleghi, i tecnici e gli amministrativi. Per me è sempre un momento piacevole stare nei contesti FISDIR. A livello regionale abbiamo una frequenza di incontri più assidua, visto che ci sono campionati, manifestazioni e tanti altri eventi. Cosa penso di aver dato io? Preferisco che siano gli altri a dirlo, ma spero sia stato qualcosa di positivo.

Ma è così importante la Formazione in FISDIR?

La Formazione è fondamentale, dovrebbe essere un percorso continuo per chi vuole stare in FISDIR, così come fanno le altre federazioni olimpiche e paralimpiche. I nostri ragazzi richiedono un adattamento continuo da parte nostra: non possiamo sentirci arrivati e, così come avveniva in passato, non possiamo permetterci che chiunque gestisca un gruppo di atleti con disabilità.

I nostri atleti richiedono attenzione: entrare a far parte del nostro mondo significa acquisire specializzazione. Se vogliamo veramente mettere in pratica il nostro know-how, dobbiamo pretendere una formazione che permetta ai tecnici di proporsi ai nostri ragazzi in maniera adeguata.

Se potessi lanciare un messaggio a chi vorrebbe fare il tecnico FISDIR cosa diresti?

Inseritevi all’interno di un gruppo FISDIR. Iniziate sperimentando e, solo dopo aver trascorso un po’ di tempo con gli atleti, fate il passaggio al livello tecnico. Prima bisogna comprendere qual è il modo per stare insieme ai ragazzi, per costruire e mantenere relazioni. Per cui è necessario stare nei contesti, sperimentare, sbagliare e riprovare. E andare avanti senza fermarsi. Se manca questa predisposizione, è meglio andare verso il mondo dei normotipici.

C’è stato un momento in FISDIR in cui hai pensato che questo è il motivo per cui faccio ciò che faccio?

Tutti i giorni. Lo ripeto da 30 anni, resto in questo mondo perché è la cosa più bella che faccio. Ancora mi riempie di gioia andare in palestra il pomeriggio coi ragazzi e fare attività motoria. Non ho nessun rimpianto e recriminazione, ma solo il piacere di poter stare con i nostri atleti e apprendere tutti i giorni da loro. È una scommessa giornaliera.

Qual è secondo te il futuro di FISDIR?

Mi auguro sia ancora più roseo. In questo momento c’è il nuovo organo direttivo che deve sviluppare una vision futura che sia realistica. Posso solo augurarmi che FISDIR cresca e possa trovare una dimensione professionale e professionistica, proprio come le vere federazioni. Ad oggi siamo ancora in un percorso di crescita, ci sono ampi margini di miglioramento e non posso che augurarmelo per il bene del movimento, dello sport e delle persone con disabilità. Anche perché Angelo D’Auria c’è oggi, mentre domani no, ma FISDIR deve esserci a prescindere dalle persone. Il progetto prima di tutto.


20 Dicembre 2025

Marzia Bucca (Referente Tecn. Naz. Tennistavolo): “Essere un nostro atleta significa vivere lo sport con gioia”


marzia bucca tennistavolo fisdir

Lo scorso Novembre l’ultima fatica internazionale della Nazionale italiana FISDIR di Tennistavolo ha prodotto un buon medagliere da cui ripartire per il futuro: 5 medaglie raccolte ai Mondiali Virtus al Cairo dello scorso novembre (una d’argento e 4 medaglie di bronzo). Un passo fondamentale per la nostra compagine azzurra, che ora guarda al futuro con maggiore consapevolezza e rinnovato entusiasmo.

I risultati conquistati dagli atleti delle categorie II1 e II2 testimoniano la bontà del lavoro svolto in questi anni da staff, tecnici e famiglie – dichiarò a margine la Referente Tecnica della Nazionale Marzia Bucca -. Continueremo a crescere, insieme“. Siamo tornati proprio da Bucca per esplorare più da vicino la sua storia e le sue opinioni.

Come sei diventata tecnico FISDIR?

La mia carriera di tecnico paralimpico per atleti con disabilità fisica e intellettivo-relazionale comincia nella s.a. 1999-2000 con la FISD, passando per i dipartimenti del CIP, per la Federazione Italiana Tennistavolo e approdando poi alla FISDIR. L’approccio al mondo paralimpico del tennistavolo posso solo definirlo un amore a prima vista! Quando ho iniziato ad allenare i primi atleti paralimpici, ho capito che questa sarebbe stata la strada da percorrere e da allora, con diverse mansioni, è diventato un obiettivo di vita.

Ci sono differenze di regole tra il tennistavolo olimpico e quello FISDIR?

A livello agonistico non sussistono differenze tra i regolamenti olimpici e quelli FISDIR. Del resto, se si tessera un atleta in una categoria agonistica, lo stesso deve possedere gli elementi finalizzati all’apprendimento e al rispetto delle regole. Vige un criterio di maggiore elasticità per il settore promozionale, con una piccola tolleranza relativa all’appoggio della mano libera sul tavolo.

Ci sono differenze di allenamenti e, se sì, quali metodologie vengono applicate?

Esistono svariate differenze, ma è importante sottolineare che il nocciolo tecnico dello sport rimane lo stesso: gestualità tecnica, posizione, spostamenti, rotazione, conoscenza dei materiali, regole. La differenza sta nelle metodologie, negli obiettivi e nei tempi di apprendimento.

Tengo a sottolineare che l’approccio del tecnico varia in relazione alle abilità di ogni singolo atleta. Le persone con un deficit intellettivo lieve possono condurre un allenamento molto simile a quello di un normodotato, coloro i quali invece dimostrano maggiori difficoltà dovranno condurre un programma di esercizi brevi, chiari, e ripetibili per il raggiungimento di un solo obiettivo alla volta, con dimostrazioni frequenti e una metodologia adattata.

Per esempio la scomposizione del gesto, una velocità minore nella riproduzione di situazioni di gioco tramite ‘l’allenamento al cesto’, l’esecuzione di un ‘colpo’ inizialmente guidato o il supporto di ‘riferimenti’ dentro e fuori dal tavolo.

Come descriveresti la tua esperienza in FISDIR in tre parole?

Amore, sacrificio e successo.

Se potessi lanciare un messaggio a chi vorrebbe fare il tecnico FISDIR, cosa diresti?

Direi di formarsi presso la nostra Federazione, di confrontarsi con altri tecnici e di sperimentarsi nella quotidianità, immedesimandosi nell’atleta e ricercando anche soluzioni tecniche personali.

E invece quale messaggio vorresti dare ai giovani che vorrebbero diventare atleti FISDIR?

Il messaggio che voglio dare ai ragazzi è semplice: provateci. Il Tennistavolo, come qualsiasi sport, è un viaggio, e ogni viaggio inizia con un piccolo passo. Non abbiate paura di mettervi in gioco e soprattutto ricordate che essere un atleta FISDIR non significa solo competere, ma vivere lo sport con gioia, sentire la magia di essere parte di un team, praticare in un ambiente accogliente e con persone pronte a condividere il cammino sportivo e a supportarvi.

Un aneddoto o un ricordo della tua esperienza in FISDIR?

L’aneddoto riguarda un antidoping di un atleta in una gara internazionale. Inizialmente l’atleta non si convinceva della scelta di uno dei kit proposti e nella fase successiva, dopo circa 30 minuti, si rifiutava di procedere e continuava a farmi domande sul perché dovesse riempire il contenitore, peraltro dinnanzi ad un estraneo! Le sue perplessità non facevano una piega perché si trattava di un’imposizione mai accaduta nella sua vita, ma – credetemi – è stato l’antidoping più lungo della mia vita, durato più di due ore!

Quant’è importante la formazione in FISDIR

La formazione in FISDIR è assolutamente alla base di un percorso in qualità di tecnico. Non è un elemento accessorio, ma la condizione necessaria per garantire qualità, sicurezza e crescita sportiva e umana.


15 Dicembre 2025

Master Finale del Circuito Nazionale di Tennis FISDIR: due giorni di grande sport a Mazzo di Rho


Il 13 e 14 dicembre Mazzo di Rho ha ospitato l’atto conclusivo del Circuito Nazionale di Tennis FISDIR 2025, un Master finale che ha rappresentato il punto più alto di una stagione intensa, partecipata e ricca di crescita tecnica ed emotiva.

Sui campi del centro “Tennis Senza Barriere” si sono affrontati gli atleti protagonisti dell’intero circuito, dando vita a incontri di altissimo livello. Un evento riuscito sotto ogni aspetto: dall’organizzazione, al numero di campi disponibili, fino all’accoglienza riservata agli atleti anche nel post-gara, con una serata conviviale che ha coinvolto tutti i partecipanti e che ha rafforzato il senso di appartenenza al movimento.

«Siamo veramente contenti e soddisfatti di come sta andando avanti il movimento del tennis – ha commentato Vincenzo Morgante, Referente Tecnico Nazionale. Il livello degli incontri è stato altissimo e questo dimostra quanto questa disciplina stia crescendo, trascinata anche dall’entusiasmo generale che si respira nel mondo del tennis».

Dal punto di vista sportivo, la finale Open ha visto la vittoria netta di Martino Quagliocotti, che si è imposto con un secco 6-1 su Massimo Mottura, autore comunque di una prestazione di grande qualità contro un avversario. Nel doppio Open, successo per la coppia Sciuto–Peratoner, ormai punto di riferimento del movimento, capace di superare Quagliocotti–Mottura in una finale molto combattuta.

Nella Categoria II si è sentita l’assenza del campione del mondo Emanuele Bezzi, fermato da un problema di salute, ma il tabellone ha regalato emozioni fortissime. Ad approfittarne è stato il suo storico rivale Gabriele Vietti, che ha conquistato il titolo italiano contro un Federico Morgagni in straordinaria forma, arrivato a un passo dalla vittoria con due match point a disposizione. Un successo costruito sull’esperienza e sulla capacità di reggere i momenti decisivi. Nel doppio, Vietti – insieme a Bicciato – si è confermato ancora una volta protagonista, superando la coppia Morgagni–Pujati.

Nella Categoria III è arrivata la vittoria annunciata di Umberto Pellis contro Enrico Zucchett, ma il momento più toccante è arrivato durante la premiazione, quando Pellis ha comunicato la decisione di chiudere la sua carriera dopo dieci anni di attività e l’esperienza del Mondiale in Francia. Un annuncio accolto da un lungo e caloroso applauso di atleti, compagni e pubblico presente.

Segnali molto positivi anche dal settore Promozionale, in costante crescita e con nuovi ingressi che lasciano ben sperare per il futuro passaggio alle categorie Open. Tutte le gare si sono contraddistinte per equilibrio e intensità, a conferma di un livello sempre più uniforme.

Nota di grande valore la presenza femminile: tre atlete si sono confrontate nel singolo, con la vittoria di Ambra Barchet, capace di ribaltare i pronostici dopo una fase di qualificazione complicata e di conquistare semifinale e finale con grande determinazione. Le atlete sono poi scese in campo anche nel doppio misto, regalando un ulteriore segnale di crescita al movimento.

«Siamo soddisfatti di quanto visto – ha concluso Morgante –. Ora qualche settimana di pausa e poi, dopo le vacanze natalizie, ripartiremo con una stagione 2026 già molto ricca: sei tappe approvate e un evento internazionale in Polonia a luglio. Il tennis FISDIR è pronto a vivere un’altra stagione piena di sfide ed emozioni».

Un Master finale che ha chiuso il 2025 nel migliore dei modi e che guarda con fiducia a un futuro sempre più competitivo e appassionante per il tennis paralimpico FISDIR.


7 Dicembre 2025

Ginnastica in Festa Winter 2025: la FISDIR domina la Team Cup


La Team Cup FISDIR, ospitata anche quest’anno all’interno di Ginnastica in Festa – Winter Edition a Rimini, si è trasformata in una splendida vetrina per la ginnastica paralimpica italiana.
In un contesto tecnico prestigioso, condiviso con le competizioni federali FGI, gli atleti FISDIR hanno dato prova di maturità, precisione e grande crescita, conquistando il primo posto in tutte e tre le categorie in gara: GAF, GAM e MIX.

Le squadre in gara

  • Squadra OPEN 1°/2° livello (GAF)
    Ada Cesari, Gioia Pazzaglia (ASD Centro Judo Ginnastica Tifernate)
    Luna Fini (ASD Anthropos)
  • Squadra MIX 4° livello
    Veronica Fiori (ASD Centro Judo Ginnastica Tifernate)
    Mario Gabossi (Artistica Brescia)
  • Squadra GAM 4° livello
    Claudio Fabiani (ASD Fit Together)
    Riccardo Maino (ASD Pro Patria Bustese)

Maria Teresa Amato, Referente Tecnica Nazionale FISDIR

«Questa Team Cup ha confermato l’efficacia del lavoro svolto nelle società e l’impegno quotidiano dei tecnici. Abbiamo visto esercizi solidi, concentrazione e serenità in pedana, elementi che testimoniano una crescita continua.
La possibilità di gareggiare a Ginnastica in Festa, grazie alla collaborazione ormai consolidata con Federginnastica, offre ai nostri atleti un contesto di grande valore tecnico e motivazionale. »

Tullio Bani, Tecnico Nazionale GAM:

«Prestazione impeccabile dei nostri ginnasti. Tutti gli attrezzi sono stati affrontati con sicurezza e precisione, senza errori significativi. Il pubblico li ha premiati con applausi lunghi e sentiti, chiedendo perfino autografi a fine gara: un segnale di quanto questi ragazzi riescano a emozionare.
Negli ultimi anni ci siamo affermati come una delle squadre più forti al mondo e lavoriamo per confermarci. Gabossi, Maino e Fabiani sono un gruppo unito, affiatato, e tanti altri giovani stanno crescendo con la voglia di far parte di questa grande famiglia

Angelica Mariotti, Tecnica Nazionale GAF:

«I ragazzi e le ragazze in gara hanno dimostrato progressi evidenti, sia tecnici che ancor più personali. È stato bello vederli competere con determinazione in una cornice straordinaria come Ginnastica in Festa Winter Edition.
Per noi tecnici, eventi come questo rappresentano un momento prezioso di osservazione e valutazione, ma anche un’occasione per far crescere il movimento grazie all’energia che si respira qui. Continueremo su questa strada per arrivare pronti ai prossimi impegni internazionali.»

L’esperienza di Rimini conferma la solidità del percorso intrapreso dalla ginnastica FISDIR: collaborazione tra federazioni, crescita tecnica, motivazione degli atleti e una prospettiva rivolta ai grandi appuntamenti internazionali.


17 Novembre 2025

KC21 Campione d’Italia per il secondo anno consecutivo: a Napoli e San Sebastiano al Vesuvio trionfa il grande basket FISDIR


La KC21 (Libertas Fiorano) si conferma sul tetto d’Italia: per il secondo anno consecutivo, la formazione emiliana conquista il Titolo Italiano FISDIR di Pallacanestro riservato ad atlete e atleti con Sindrome di Down, al termine di una tre giorni intensa e spettacolare andata in scena tra Napoli e San Sebastiano al Vesuvio.

L’evento ha riunito 81 atleti provenienti da numerose società FISDIR, trasformando il PalaVesuvio e il PalaWojtyla in due palcoscenici di sport, passione e altissimo livello agonistico.

Dall’altra parte del tabellone, l’Anthropos Civitanova Marche ha risposto con altrettanta solidità riproponendo così la stessa finale del 2024: KC21 vs Anthropos.

Le parole del CT Azzurro Giuliano Bufacchi:

«E’ molto positivo constatare che anche le nuove realtà arrivate quest’anno si presentano con un livello già buono, o comunque con basi tecniche solide su cui lavorare. Questo significa che si sta diffondendo ciò che da anni proviamo a trasmettere: metodologie corrette, un approccio tecnico adeguato e soprattutto l’idea che si allenano atleti di pallacanestro, non “ragazzi con una disabilità”.

Le partite sono state avvincenti, molte si sono decise punto a punto, segno di un’intensità agonistica crescente e di una sempre migliore gestione delle emozioni e dei momenti decisivi da parte degli atleti, aspetti fondamentali tanto quanto la tecnica.

Siamo molto soddisfatti di questa edizione e ci auguriamo che in futuro possano aggiungersi altre squadre, perché sappiamo che diverse realtà stanno entrando nel mondo FISDIR. Sarà interessante capire quali saranno pronte a compiere questo percorso

La dichiarazione del Presidente FISDIR, Francesco Ambrosio:

«Questi Campionati Italiani confermano il valore tecnico e umano che la pallacanestro FISDIR sta raggiungendo. Ho visto atleti concentrati, preparati, determinati a dare il massimo e società che stanno investendo con serietà nella crescita dei propri ragazzi.

Il livello espresso in campo è un segnale importante anche per il percorso verso l’alto livello paralimpico, uno degli obiettivi centrali della nostra Federazione.

Voglio ringraziare tutte le società presenti, gli allenatori, gli ufficiali di campo e l’organizzazione impeccabile. È in eventi come questo che percepiamo chiaramente quanto il nostro movimento stia crescendo e quanto i nostri atleti siano pronti a conquistare spazi sempre più rilevanti nel panorama sportivo nazionale e internazionale.»

I Campionati Italiani FISDIR di Pallacanestro 2025 hanno confermato la solidità di un movimento in continua crescita, ricco di entusiasmo, qualità tecniche e progettualità.

Al termine di tre giorni di gare intense e combattute, la classifica conclusiva dei Campionati Italiani FISDIR di Pallacanestro 2025 è la seguente:

1. KC 21 (Libertas Fiorano)

2. Anthropos Civitanova Marche

3. Sport in Veneto

4. Ostia Warriors

5. Atletico Aipd

6. Basket4ever

7. Happy Orange

8. Don Orione


8 Novembre 2025

Mondiali Virtus di Tennistavolo 2025: Italia protagonista con 5 medaglie al Cairo


Si è conclusa al Cairo la straordinaria avventura della Nazionale Italiana FISDIR ai Campionati Mondiali Virtus di Tennistavolo, svoltisi dall’1 all’8 novembre 2025. Il bilancio è più che positivo: l’Italia torna a casa con 5 medaglie complessive, frutto di impegno, talento e straordinaria determinazione.

Alla cerimonia di chiusura e alle finali sono stati presenti anche il Presidente FISDIR Francesco Ambrosio e il Segretario Generale Massimo Buonomo, in Egitto per partecipare anche all’Assemblea Generale Virtus in programma nei prossimi giorni. La loro presenza ha dato una testimonianza concreta del supporto federale alla delegazione azzurra e alla crescita dell’attività internazionale.

Nel dettaglio, gli Azzurri hanno conquistato:

  • 1 medaglia d’argento: nella prova a squadre maschile II2 (Ghirlandi, Cipriani, Baraldo, Asaro).
  • 4 medaglie di bronzo:
    • doppio maschile II2 (Ghirlandi–Asaro)
    • doppio femminile II2 (Abate–Ingrao)
    • prova a squadre femminile II2 (Abate–Ingrao)
    • prova a squadre II1 (Cacioli–Rione Filì)

Una spedizione che ha saputo esprimere tutto il valore del movimento FISDIR, in un contesto sportivo di altissimo livello, con alcune tra le nazioni più forti al mondo come Cina, Francia, Russia e Hong Kong.

Dichiarazione del Capo Delegazione, Gaspare Majelli:

Il campionato mondiale Virtus appena concluso è stato per noi particolarmente emozionante e proficuo. I nostri ragazzi hanno affrontato la competizione con grande impegno e professionalità, dimostrandosi pienamente all’altezza degli avversari internazionali. Tornare con 5 medaglie va oltre le nostre aspettative alla luce della scarsa esperienza in competizioni Virtus e dell’alto livello degli avversari. La crescita è evidente, e sono certo che ai prossimi appuntamenti internazionali sapremo fare ancora meglio. Un grazie speciale agli atleti, allo staff tecnico, alle società e a tutti coloro che hanno contribuito a questo grande risultato.”

Dichiarazione del Referente Tecnico Nazionale, Marzia Bucca:

Questa settimana al Cairo resterà impressa in ognuno di noi. Più delle medaglie che ci riempiono di orgoglio, ciò che ci portiamo a casa è lo spirito unico di questo gruppo: unito, disciplinato e maturo. Le 5 medaglie conquistate  confermano il valore e la crescita del nostro movimento. I risultati conquistati dagli atleti delle categorie II1 e II2 testimoniano la bontà del lavoro svolto in questi anni da staff, tecnici e famiglie. Continueremo a crescere, insieme.

Le parole del Presidente FISDIR, Francesco Ambrosio:

Questi Mondiali Virtus sono la conferma che il nostro sport paralimpico è in piena evoluzione. Tornare da Il Cairo con 5 medaglie significa che il lavoro, la dedizione e la passione messi in campo da tutti stanno dando frutti concreti. Oltre al risultato sportivo, ciò che conta davvero è il messaggio di impegno che i nostri atleti portano nel mondo. Sono orgoglioso di ognuno di loro. L’Italia paralimpica c’è, cresce e continuerà a far sentire la sua voce con forza e dignità.”

Grazie a tutti gli Azzurri per le emozioni che ci hanno fatto vivere.


4 Novembre 2025

Mondiali Virtus di Tennistavolo: doppio bronzo per l’Italia al Cairo!


Si apre con il piede giusto l’avventura azzurra ai Virtus World Table Tennis Championships 2025, in corso al Cairo fino all’8 novembre. Nella gara inaugurale del doppio II2, l’Italia conquista subito due splendide medaglie di bronzo:

  • Francesco Asaro e Marco Ghirlandi nel doppio maschile

  • Anna Abate e Jessica Ingrao nel doppio femminile

Un debutto ottimo per il gruppo azzurro, che dimostra fin dall’inizio di avere tutte le carte in regola per competere contro le migliori nazioni al mondo nel tennistavolo paralimpico.

L’Italia è presente con una delegazione giovane ma grintosa, composta da atleti delle classi II1 e II2, determinati a dare il massimo in una delle competizioni più prestigiose del panorama internazionale per il tennistavolo paralimpico.

Un risultato quello di oggi che conferma la qualità e la determinazione della squadra azzurra, capace di emergere in un contesto di altissimo livello tecnico internazionale. Atleti come cinesi, russi e francesi stanno rendendo il mondiale particolarmente competitivo, ma l’Italia risponde con grinta e talento.

Parole cariche di orgoglio anche da parte del Referente Tecnico Nazionale, Marzia Bucca:

“Desidero esprimere il mio più profondo orgoglio per la partecipazione del nostro team ai Campionati Mondiali di Tennistavolo VIRTUS. La delegazione italiana rappresenta un insieme di valori che vanno ben oltre il risultato sportivo: passione, dedizione, fiducia reciproca e amore per la maglia azzurra. Il gruppo è coeso, unito e profondamente legato da un rapporto di fiducia: lo spirito di squadra è ciò che ci permette di affrontare un campionato tra i più impegnativi e prestigiosi al mondo.”

“Ogni evento internazionale lascia un segno profondo: una crescita tecnica e umana che arricchisce ogni singolo componente della squadra. Il nostro impegno è totale: daremo il massimo affinché il tricolore possa sventolare alto, sul podio di atleti che sono già vincitori per lo spirito con cui affrontano ogni sfida.”

“Un ringraziamento speciale va al Consiglio Federale per la fiducia, alle famiglie e ai tecnici societari per il sostegno in questo complesso percorso.”

Il Capo Delegazione, Gaspare Majelli, ha così commentato l’avvio del Mondiale:

“La nazionale FISDIR si presenta quasi al completo, con atleti delle classi II1 e II2 che, dopo due giorni di allenamento, hanno dimostrato di essere pronti a esprimere le loro potenzialità. Alla competizione partecipano 10 nazioni, tra cui Cina, Russia e Francia, con atleti di altissimo livello. Nella classe II1, Cacioli e Rione Filì partono un po’ sfavoriti poiché non avendo mai partecipato a competizioni Virtus, non hanno ancora punteggio e dovranno affrontare i più forti del tabellone internazionale. Ma siamo fiduciosi: lo spirito è quello giusto.”

L’avventura egiziana è appena cominciata, ma gli azzurri hanno già dimostrato carattere e talento. La strada verso il podio è lunga e impegnativa, ma la determinazione del gruppo parla chiaro: l’Italia è pronta a lasciare il segno.



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