Signoretto: «Il Mondiale vinto è stato il momento più alto della mia carriera» Fisdir

Signoretto: «Il Mondiale vinto è stato il momento più alto della mia carriera»

Quattro anni fa a Viseu, la tripletta di Riccardo Piggio e il gol di Marco Sfreddo permettevano all’Italia di battere 4-1 il Portogallo padrone di casa e di alzare al cielo la Coppa del Mondo FIFDS (Futsal International Federation for Down Syndrome).
La Nazionale di calcio a 5 con sindrome di Down, diretta dal Referente Tecnico Nazionale Roberto Signoretto e guidata in panchina da Gianluca Oldani, scriveva la pagina più bella della sua giovane storia, che avrebbe poi portato a un secondo posto agli Europei di Terni (2018) e al terzo posto al Mondiale 2019 in Brasile, confermando gli Azzurri ai vertici del movimento internazionale.
«Vincere il Mondiale è il momento più emozionante e più alto per un dirigente e un tecnico», dice Signoretto. «È stata un’esperienza bellissima e fortissima a livello umano, al termine della quale abbiamo portato la Nazionale sul tetto del mondo. Sicuramente è stato il coronamento di tanti anni di attività. Il ricordo più bello? La premiazione con l’allora Ministro dello Sport Luca Lotti, in cui i nostri calciatori sono stati accostati a campioni del calibro di Francesco Totti, venendo finalmente riconosciuti come veri sportivi. Ricordo anche con piacere la testimonianza di un genitore, felicissimo per avere un figlio campione del Mondo, ma ancor più per aver assistito a una crescita individuale nella quotidianità. Un’autonomia che ha permesso poi di trovare un posto di lavoro».
Quattro anni dopo, il movimento italiano mostra tanta voglia di ripartire e uscire dallo stop imposto dalla pandemia. «Confesso che c’è un pochino di delusione per non aver potuto proseguire il percorso intrapreso, perché avevo visto il Mondiale vinto non come un punto di arrivo, ma come uno stimolo a fare in modo che gli altri vedessero che si possono ottenere grandi risultati. Lavoriamo in prospettiva per ottenere nuovi campioni e per dare loro una gratificazione a livello umano. Ogni ragazzo mette tanto impegno nel portare avanti la sua crescita sportiva, ma anche personale».
Nonostante il Covid-19, la pianificazione del lavoro non si è fermata. «Sono molto contento del sostegno che la FISDIR sta dando al nuovo piano di lavoro che abbiamo proposto per questo quadriennio. Vogliamo sviluppare l’attività come uno strumento nuovo e personalizzato, per dare la possibilità a tutti di fare un percorso di crescita fin dalla base. Il concetto è semplice: se lavoriamo bene nella fascia promozionale, dando gratificazione a tutti, è più probabile che si avvicinino nuovi atleti in grado di fare il salto di qualità nell’alto livello. A tal proposito, vorremmo presentare un Torneo delle Regioni anche per gli atleti Open, creando una competizione dedicata proprio all’eccellenza del movimento. I talenti che si rivolgono a noi sanno che qui trovano la sensibilità e la competenza per fornire un palcoscenico che gli consente di esprimere al meglio le loro potenzialità».