Chianciano, Borzacchini:«Partiti come una Cenerentola, oggi nell'élite mondiale» Fisdir

Chianciano, Borzacchini:«Partiti come una Cenerentola, oggi nell’élite mondiale»

Intervenuto durante la sessione mattutina dell’ultima giornata di gare, il Presidente Marco Borzacchini ha analizzato lo svolgimento del Campionato italiano Assoluto attualmente in svolgimento, per poi planare sui prossimi eventi internazionali che attendono i nostri atleti con disabilità intellettivo relazionale.

«Bisogna ringraziare la Virtus Buonconvento, come sempre bravissima a organizzare una manifestazione come questa e a dare il meglio al cospetto di numeri importanti come i 308 atleti partecipanti. Il meteo è così, può capitare l’imprevisto, ma poi l’organizzazione è tale che si riesce a recuperare bene. Questi di Chianciano sono tre giorni importanti per due motivi. Il primo è che riusciamo a svolgere un Campionato di queste dimensioni dopo il lockdown e i numeri testimoniano che in questi due anni i ragazzi hanno continuato ad allenarsi e divertirsi. Il secondo aspetto è che sono stati battuti molti record italiani, cosa che ci fa ben sperare per i prossimi appuntamenti internazionali».

Il passaggio successivo, il numero uno federale lo dedica alla nuova carica di Presidente della SUDS, assunta dopo la scomparsa di Geoffrey Smedley. «A livello di gestione dello sport Mondiale per atleti con sindrome di Down, cambia solo l’approccio all’attività di alto livello. Il compianto Geoff ha dedicato tuta la sua vita allo sport per atleti con disabilità, ma le sue radici non erano sportive. Quando vieni dallo sport sei abituato a guardare i ragazzi come degli atleti, senza gli orpelli della disabilità e senza compassione di sorta. Non è una cosa di poco conto e piano piano anche nelle Federazioni internazionali si sta arrivando a mettere lo sport al primo posto. A livello di club – aggiunge Borzacchini – se togliamo le vecchie Polisportive che portano in alto il nome dello sport per disabili, le nuove affiliate sono società che vengono dalle Federazioni olimpiche. Questo passaggio è importante perché sento parlare di inclusione come qualcosa di astratto, ma quando ti alleni tutti i giorni e gareggi insieme ai normodotati, ecco che il passo in avanti è finalmente compiuto. Oggi molte cose sono cambiate e aggiungo con un pizzico di orgoglio che siamo partiti nel 2009 e a livello internazionale eravamo una Cenerentola. Ricordo le prime trasferte, anche precedenti alla costituzione dell’attuale FISDIR e tornavamo a casa senza medaglie. Oggi, invece, rappresentiamo l’élite mondiale. Non è merito mio, ma dei tecnici e dei genitori, dei ragazzi che si allenano con costanza e delle società di appartenenza. Il movimento –  conclude Borzacchini – si è molto evoluto e ormai ci viene riconosciuto che i nostri atleti sono degli sportivi veri».