Oso Cup 2018: i risultati di atletica leggera – Fisdir

Oso Cup 2018: i risultati di atletica leggera

Terminata a Firenze la OSO Cup 2018, è tempo di verdetti e risultati.
Partiamo dagli 800 metri e dall’importante affermazione per Marco Alfieri (Aspea Padova) sugli 800 metri, vinti di un soffio su Francesco Rana (Oltre Onlus), argento.
Nei 100 metri Raffaele Di Maggio (Anthropos), oro in 11’’49, precede sul podio l’altro nazionale Gaetano Schimmenti (ASD Osimo), argento con il personale di 11’’63 e Mario Alberto Bertolaso (Aspea Padova)
Ruud Koutiki vince agilmente nella sua gara, i 400, con il tempo di 54’’85 e si prende anche i 200 metri, dove stellare sarà la prova che lo opponeva al’argento Schimmenti e al bronzo Bertolaso, racchiusi in pochi decimi di secondo tra il 23:37 di Koutiki e il 23:75 del bronzo padovano. Dieng Ndiaga è campione italiano sui 1500 metri con il tempo di 4’52: il marchigiano si conferma atleta di livello assoluto dopo la medaglia d’argento conquistata nella stessa distanza ai Mondiali Inas di val de Reuil.
Doppietta Valcamonica nel salto in alto: Davide Boniotti va più su di Christian Kliner – terzo -, portando l’asticella a 1 metro e 33. Tra loro si inserirà La Macchia dell’Orionina, anche lui in grado di saltare 1 metro e 33. Ciocoiu dell’Aspea Padova si lancia nel lungo a 4 metri e 84 e vince l’oro ai danni di Raffaele La Macchia, argento. Luna e Sole protagonista a Firenze grazie all’oro vinto da Cristian Lella nel peso: il 12 e 09 gli vale il primato davanti a Conzo (Giuliano Shultz) e Casadei (Anthropos). Lo stesso Lella conquisterà la medaglia più prestigiosa nel martello, lanciato a 33 e 70, mentre Casadei è campione assoluto nel giavellotto con un lancio da 39 metri e 83.Albini (Atletica Sport e Terapia), Ruggero (Aspea Padova) e Fele (Hasterix) compongono il podio del peso maschile open.
Il disco va invece a Damiano Zambon (Trevis Atletica)
Nella difficilissima gara dei 400 ostacoli bel confronto tra Berat Mehmedi (Fabriano Mirasole )e Fernando Gaioni (Disabili Valcamonica): si imporrà il marchigiano in 1.06.63. Berat Mehmedi bissa il successo anche nei 110 ostacoli , chiusi in 20’’45.
Corallini è ancora campione italiano nel triplo con un salto da 8 e 78.
Vallone, dopo la vittoria nella mezza maratona Inas, si impone nei 10mila e nei 5 mila, piegando la resistenza di Holtz e Colasuonno. 34:05:14 e 16:26:39 i tempi dell’atleta tesserato per l’Anthropos.
Andrea Romano (Acli III Millennio) vince la 5km di marcia con il tempo di 27 minuti netti, laureandosi campione 2018.
La 4×400 dell’Anthropos composta da Koutiki, Dieng, Brengola e Di Maggio è attualmente quanto di meglio l’atletica italiana possa offrire: 3:36:68 il tempo fissato dai marchigiani al traguardo; con Agyemang al posto di Dieng, la compagine marchigiana stravince anche la 4×100 con il tempo di 48’’63.

Nella categoria C21 affermazioni nei 100 per Andrea Piacentini (Format Ferrara), un fulmine con il suo 14’’43, tempo grazie al quale precede sul podio Gabriele Rondi (Disabili Valcamonica) e Luca Mancioli (Fabriano Mirasole). Rondi a sua volta è medagli d’oro nel lungo maschile, dove precede Pallanca e Federici. Lo stesso Piacentini trionferà, con l’accanita resistenza di Mancioli, nei 200 metri che vedono bronzo l’intramontabile Casarin.
Il pluricampione del mondo Stefano Lucato (Aspea Padova) non ha rivali nella marcia 1500 che chiude sotto i dieci minuti con il suo 9:59:3, così come negli 800, dove tuttavia trema nei confronti del compagno di società Zamprogna, strameritato argento a meno di un secondo dal fenomeno Lucato.
Casarin (Aspea Padova) è ancora il signore del triathlon, gara vinta con 3015 punti davanti a Giannini (Parco De Riseis) e Carra (Disabili Valcamonica). Ancora Aspea vittoriosa con Zugno nei 1500 , mentre sugli 800 il veneto subisce la vittoria di Simone Nieddu, che sembra tornato sui livelli pronosticati ad inizio carriera. Il sardo trionfa anche nei 400 metri davanti all’ottimo Tiziano Capitani.
Riccardo Bora (Ginnastica La Marmora), lanciando il giavellotto a 19 e 19, si prende un nuovo titolo italiano, mentre Gerini (Fabriano Mirasole) ripete la sua usuale doppietta nel disco e nel peso.
La staffetta 4×400 dell’Aspea, composta da Basso, Giannella, Casarin e Zugno è ancora una volta sul tetto d’Italia, al pari della 4×100 della Polisportiva Disabili Valcamonica, che batterà proprio la squadra padovana e i pescaresi della Parco De Riseis.

Vittoria netta per Nicole Orlando (Ginnastica La Marmora) nel triathlon, con la biellese che si impone vincendo 100 metri, peso e lungo e totalizzando 3263 punti totali.. Nel disco arriva l’altra medaglia d’oro per l’azzurra, che stacca – con il suo lancio da oltre 16 metri – la sua compagna di nazionale Silvia Preti (Disabili Valcamonica) e la materana Sardone. Silvia Preti si prenderà la rivincita nel peso, dove vince la medaglia più pregiata davanti a Vecchio e il bronzo Sardone.
Tra le donne, 100 metri, vittoria per Chiara Zeni (Ginnastica La Marmora), campionessa italiana in 16’’97.
Doppietta Pertile (Aspea) nella marcia 800 e 1500 riservata ad atleti con sindrome di Down, mentre nel giavellotto c’è ancora una medaglia per Sara Bonfanti (Polisportiva Disabili Valcamonica).
Chiara Statzu (Sa.Spo) trionfa sugli 800 e sui 400 metri C21, al pari della sua corregionale e compagna di squadra Sara Spano, trionfante in 39 netti sui 200 metri.

Al femminile 100 metri griffati Florence Repetto (14.76), mentre Eugenia Zucchiatti si conferma nei 200 metri battendo Bidoia e la stessa Repetto. Bidoia (Aspea Padova), Massa e Frezza (Acli III Millennio) costituiscono invece il podio dei 400 metri. Laura Dotto trionfa nei 1500 metri e negli 800 metri, confermandosi atleta importante nel palcoscenico nazionale
Patrizia Fedato (Oltre Onlus), lanciando il giavellotto a 19 e 12 si prende il titolo assoluto, andando a comporre un podio che vedrà Greta Stagnoli e Domenica Calandruccio rispettivamente medaglia d’argento e bronzo. La veneta si arrende tuttavia nel disco alla novarese Ilaria Crespi, che lancerà a 21 e 86!
Il triplo sorride alla trevigiana Serena Bettin (Trevis Atletica), mentre Clarissa Frezza, a soli 15 anni, vince il titolo italiano nella marcia concludendo i 3000 metri in 17’’41’’31, imponendo un ritmo inarrivabile per la campana Pacelli, medaglia d’argento.
Nel martello scrive il suo nome Chiara Masia (Polisportiva Sole e Luna), così come nel peso, lanciato a 7 metri e 64, che gli consente una storica doppietta.
Nel lungo si impone la lombarda Cattaneo (Disabili Valcamonica), che vola 11 centimetri più in la dell’amica e compagna Roberta Taboni (3.60)
La staffetta 4×100 si tinge dei colori della Disabili Valcamonia: Taboni, Cape, Mognetti e Cattaneo le fantastiche 4.

Risultati Atletica Leggera – Oso Cup 2018