Alberto Stella: Berardi, un bronzo e quei risultati raggiunti con impegno

A pochi giorni dallo straordinario bronzo di Luca Berardi nei mondiali Inas di Sci Nordico in Estonia, abbiamo ascoltato le parole di un raggiante Alberto Stella che tra presente e futuro, analizza il momento dello sci nordico italiano:

Sono passati pochi giorni dalla fine dei Mondiali di sci nordico in Estonia, come giudichi la spedizione azzurra?

“Sono soddisfatto di tutto ciò che riguarda l’aspetto organizzativo: perfetta l’organizzazione sia da parte della Federazione che in Estonia, dove siamo stati accolti nel migliore dei modi. Devo dire che tutti ci hanno aiutato per preparare al meglio l’evento, il grazie più grande va comunque alla FISDIR che ci ha lasciato lavorare con serenità. Ora lavoriamo in prospettiva futura, nella speranza che questo ci riservi cose importanti”.

Torniamo a casa con una medaglia di bronzo griffata Luca Berardi. Quanto è stato bello ma soprattutto importante conquistare un podio in una gara difficile ed impegnativa come la 15 Km?

“Devo innanzi tutto ricordare che nell’edizione iridata 2013 in Turchia Luca aveva già ottenuto risultati importanti; dall’estate 2013 in poi, con allenamenti mirati svolti in Valle d’Aosta ed Alto Adige, abbiamo potuto costruire questo immenso risultato. Per me il bronzo di Luca equivale ad un oro ed è vanto di tutta la squadra nazionale a partire dai suoi compagni che lo vedono come un modello da raggiungere, e chissà magari anche da superare… E’ stata battaglia vera, con uno spettacolo eccezionale soprattutto in termini tecnici.

Ora il lavoro deve continuare su questi livelli, perché dobbiamo mantenere Luca nei primi 5 atleti a livello mondiale. Vorrei far notare che il quarto posto ottenuto nella 10 km a tecnica classica, un risultato all’inizio forse inaspettato, ha un valore immenso in quanto le difficoltà di Luca nell’effettuare il gesto tecnico nel classico non ci faceva minimamente sperare in un risultato così importante: è stato in terza posizione fino all’ottavo chilometro, poi alcune difficoltà tecniche  gli hanno impedito di fare ancora meglio. Ma va bene così”.

Berardi si conferma il miglior atleta italiano, ma come giudichi le prestazioni globali della squadra?

“Le prestazioni globali della squadra nazionale vanno analizzate partendo dall’impegno espresso da tutti i ragazzi durante i ritiri: per tutti gli atleti, ad eccezione di Berardi, il lavoro sulla tecnica libera è iniziato solamente quest’anno e come qualsiasi persona l’apprendimento non è immediato. L’impegno è stato massimo anche durante l’evento iridato,  ricordo che sono state innalzate le distanze e siamo passati per le donne dai 3 e 5 km nelle due tecniche, ai 5 e 7.5 km, mentre per i maschi dai 7.5 e 10 km siamo arrivati a 10 e 15 km. In campo nazionale sono distanze che ad oggi erano affrontate da soli due atleti. Dopo questo mondiale posso dire con serenità che abbiamo sei atleti, tra uomini e donne, che possono affrontare distanze di valore internazionale. Pertanto sono orgoglioso ed emozionato per tutto ciò che i ragazzi hanno fatto , anche se il divario con le altre nazioni c’è, ma stiamo cercando di colmare il gap. Per le donne la Pliger ha dimostrato un grande orgoglio mentre la Zingerle, se supererà alcune difficoltà, sarà competitiva anche per un piazzamento nelle prime cinque in tecnica classica”

 Cosa ti auguri dal futuro prossimo?

“Mi auguro di poter lavorare ancora con questi atleti che sono eccezionali nel loro impegno e   di poter collaborare ancora con tecnici qualificati che trascurano il proprio lavoro a casa ed i propri affetti per aiutare in ragazzi in un progetto che spero diventi sempre più ambizioso.

L’idea è quella di poter far crescere ancora di più il movimento nazionale, per poter avere nuova linfa. Infine penso di aver contribuito a dare un grosso piacere a tutto il movimento, portando a casa una medaglia veramente di grande valore”.

 

 

 

 

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