Tuffiamoci: a Terni la conferenza stampa di chiusura del progetto. Nel fine settimana il raduno tecnico di nuoto

Con la conferenza stampa tenutasi nella giornata odierna e il raduno tecnico di nuoto previsto per il prossimo fine settimana a Terni, si conclude il progetto “Tuffiamoci”, realizzato grazie all’intervento della Fondazione Vodafone e Oso – Ogni Sport Oltre.
Dal’a8 al 10 Giugno, presso le Piscine dello Stadio a Terni, si svolgerà il raduno tecnico per la classe 21 e la categoria Open.
Agli ordini del Referente Tecnico Nazionale Marco Peciarolo scenderanno in vasca i seguenti atleti.
C21: Bresciani Maria, Chiappa Sabrina, Di Silverio Marco, Manauzzi Paolo Alfredo, Oresta Italo, Piccinini Francesco, Vignando Dalila, Villanova Martina, Zaffaroni Paolo, Zanca Sara.
Open: Casali Kevin, Falchi Matteo, Marchi Giorgia, Oberhauser Kathrin, Pettinella Marina, Palazzo Misha, Stufano Rosanna, Zichella Daniele.
Insieme a RTN Peciarolo lo staff sarà composto da Roberto Cavana (Allenatore), Sabrina Da Col (istruttore) e gli accompagnatori Alessandro Cocchi, Laura Salvalaggio e Nicoletta Giannetti.

Queste le parole del Consigliere Federale Marco Peciarolo a margine della conferenza stampa tenutasi nella giornata odierna in Umbria: “Il progetto Tuffiamoci è stato un bellissimo percorso, condiviso insieme a Fondazione Vodafone e Oso nel tentativo, riuscito, di avvicinare alla pratica del nuoto atleti con disabilità intellettiva e relazionale. Abbiamo lavorato alacremente per un anno con l’obiettivo di diffondere la nostra cultura sul territorio italiano ma, soprattutto, cercando di far capire quanto importante sia avvicinare i giovani alla pratica sportiva; siamo andati nelle scuole, nelle piscine, entrando in punta di piedi ed uscendo con una serie di riscontri positivi e con la certezza che sempre più saranno le persone che in futuro vedranno nella Fisdir un elemento fondamentale nella crescita del proprio figlio o parente con disabilità
Il ringraziamento – continua Marco Peciarolo – va ovviamente alla Fondazione Vodafone che, attraverso Oso, ha creduto, crede e continuerà a credere nel nostro movimento ma, in generale, crede nella possibilità di poter annientare quelle barriere che troppo spesso in passato hanno determinato un allontanamento di questi ragazzi dalla realtà. Oggi possiamo dire che questo lavoro comincia a dare i frutti sperati, segno che la visione del mondo sta finalmente cambiando”.

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