Corrado Rametta (Coord. Tecnico Nuoto I1 e I3): "Ciò che diamo non è paragonabile al ritorno emotivo dei ragazzi" Fisdir

Corrado Rametta (Coord. Tecnico Nuoto I1 e I3): “Ciò che diamo non è paragonabile al ritorno emotivo dei ragazzi”

La passione di Corrado Rametta per il proprio lavoro è immediatamente palpabile. Lui, Referente Tecnico per il Nuoto I1 e I3, si mostra a noi per com’è: ambizioso, desideroso, bramoso, empatico. E sono queste le caratteristiche che hanno contraddistinto la nostra chiacchierata con lui prima che partisse con la Nazionale italiana di Nuoto FISDIR ai Mondiali di Bangkok.

Come mai hai deciso di iniziare il percorso da tecnico FISDIR?

È stata una naturale evoluzione. Da quando avevo 19 anni lavoravo in acqua con ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale. Con la mia associazione ci siamo accorti che alcuni di loro erano pronti per palcoscenici più importanti. Abbiamo iniziato con le gare promozionali, poi quelle di categoria, i Campionati Italiani… Parlo di quasi 15 anni fa. Oggi sono qui come rappresentante tecnico: la FISDIR mi ha voluto e ne sono estremamente orgoglioso. Ma la vera emozione la provo negli occhi dei ragazzi e delle famiglie: vedo una luce che spesso altrove manca. Sono la dimostrazione che con le persone giuste al fianco si possono ottenere risultati incredibili. Oggi (19 agosto 2025, ndr) partiamo per Bangkok con 13 ragazzi con disabilità intellettiva e autismo ad alto funzionamento. Non è una cosa scontata: bisogna crederci, e si può riuscire.”

Se dovessi descrivere la tua esperienza in FISDIR con tre parole, quali sceglieresti?

“Costanza, dedizione e passione.”

Hai un aneddoto o un ricordo particolare?

Ricordo i primi anni delle gare promozionali. Ero molto passionale: urlavo, li motivavo, quasi entravo in acqua con loro. Il Referente Tecnico Nazionale, Marco Peciarolo mi rimproverava per questo! Poi con il tempo ho imparato a dosarmi, ma resto convinto che in certi momenti un supporto motivazionale esterno sia fondamentale: aiuta i nostri atleti a credere di più in sé stessi.”

Cosa ti ha dato la FISDIR, e cosa pensi di aver dato tu?

La FISDIR mi ha dato una strada da seguire, che amo. Ringrazierò sempre Marco Peciarolo e il Presidente Francesco Ambrosio per la fiducia. Oggi coordino i gruppi I1 e I3, e il mio obiettivo è ripagare quella fiducia con il massimo impegno.”

C’è stato un momento in cui hai pensato: “Ecco perché faccio questo lavoro”?

Sì, tante volte. Ciò che riceviamo dai ragazzi è immensamente più grande di ciò che diamo. Non dimenticherò mai la prima Coppa Italia vinta con la mia società, la TMA Group, o la prima staffetta agonistica conquistata. Sono ricordi che custodisco e che racconto anche ai miei figli: prima di ogni trasferta mi regalano degli amuleti che porto sempre con me. Mia figlia grande mi dà un antistress, mentre mio figlio piccolo una tartaruga fatta a mano.”

Che messaggio lasceresti a chi vuole diventare tecnico FISDIR?

Quello che noi diamo non è paragonabile alle emozioni che riceviamo in cambio dai ragazzi. Essere tecnico significa anche diventare un punto di riferimento extra-sportivo. Ma soprattutto bisogna avere passione e credere sempre negli atleti, mettendoli al centro di tutto. Solo così si può intraprendere questo percorso.”

E agli atleti, cosa diresti?

Posso solo ringraziarli.

Come vedi il futuro di FISDIR e quale sarà il tuo contributo?

Vedo una Federazione in crescita, soprattutto con questa nuova presidenza. In pochi mesi ho già percepito la volontà di migliorare e di dare più rappresentanza ai nostri atleti, che rappresentano la maggioranza degli atleti del Comitato Paralimpico. Penso che presto riusciremo a ottenere, anche a livello internazionale, ciò che finora ci è stato negato.”

 
 
 
 
 
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