Collari d’Oro 2019: premiati 6 atleti FISDIR

E’ stata la palestra monumentale di Palazzo H all’interno dell’Università degli Studi del Foro Italico a ospitare, lunedì 16 dicembre, la cerimonia dei Collari d’Oro 2019 al merito sportivo, la massima onorificenza dello sport italiano.
Sul palco, a consegnare l’ambito riconoscimento, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro per le politiche giovanili e per lo Sport, Vincenzo Spadafora, il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. Anche in questa occasione, come già accaduto negli scorsi anni, oltre ai campioni mondiali delle discipline paralimpiche e olimpiche, sono stati premiati con il Collare d’Oro anche numerosi atleti che si sono fregiati del titolo iridato prima del 1995.
“Lo sport esprime la forza magica di unirci tutti – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – per le persone disabili, poi, rappresenta un grande fattore di inclusione sociale”.
“L’assegnazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina è stato uno dei momenti più intensi da quando sono Presidente del Consiglio – ammette Conte – uno dei momenti in cui mi sono sentito più orgoglioso di rappresentare il nostro Paese”.
“I risultati, però, non nascono dal caso ma sono frutto di un lavoro che coinvolge tutti e che premia tutti – sostiene – con questa assegnazione abbiamo dimostrato che lavorare tutti nella stessa direzione ha consentito alla squadra Italia, come la chiamo io, di raggiungere un grande traguardo”.
“Gli atleti paralimpici sono straordinari atleti con la A maiuscola – ha ammesso il Presidente del CIP Pancalli – loro rappresentano un’eccellenza ma ciascuno di loro ha una responsabilità in più, quella di ricordare che lo sport non è solo eccellenza ma passione e determinazione”.
“I nostri campioni paralimpici danno la possibilità a tanti giovani di guardare a ciò che hanno anziché a ciò che non hanno – ha osservato Pancalli – lo sport paralimpico, inoltre, vuole farsi parte delle politiche pubbliche: i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, infatti, saranno importanti ma permettemi di dire che forse, ancor più importanti, saranno quelli Paralimpici, per quello che, in termini di legacy, sapranno lasciare”.
“Attraverso l’immagine del paralimpismo – ha concluso Pancalli – vogliamo aiutare il Paese a crescere culturalmente”.
“Io e Luca Pancalli rappresentiamo la faccia di una stessa medaglia – ha dichiarato il Presidente del CONI Malagò – abbiamo la stessa mission e quando c’è da tenere alto il nome dell’Italia siamo la stessa squadra. Siamo, insomma, una sola grande famiglia”.
Tanti gli atleti paralimpici che hanno ritirato il riconoscimento. : Assunta Legnante (atletica leggera), Luca Mazzone, Andrea Tarlao, Fabrizio Cornegliani, Alessandro Zanardi, Paolo Cecchetto (ciclismo), Simone Barlaam, Francesco Bocciardo, Antonio Fantin, Carlotta Gilli, Efrem Morelli, Federico Morlacchi, Stefano Raimondi, Arianna Talamona, Arjola Trimi (nuoto), Bebe Vio (scherma), Giacomo Bertagnolli, Fabrizio Casal (sci alpino), Daniele Cassioli (sci nautico) e i vincitori dei Global Games Raffaele Di Maggio, Mario Alberto Bertolaso, Ruud Lorain Flovany Koutiki, Gaetano Schimmenti, Ndiaga Dieng (atletica leggera) e Francesco Saverio Di Donato (canottaggio). Sul palco, a coadiuvare il presentare Andrea Fusco e l’olimpionico di scherma Aldo Montano, la campionessa di nuoto paralimpico Giulia Ghiretti.
“Una cosa accomuna tutti gli atleti qui in sala – ha ricordato Federico Morlacchi, uno dei protagonisti dei Mondiali di Londra – e non è la vittoria ma la sconfitta. In questo momento storico manca la cultura della sconfitta, che è qualcosa che fa crescere e fa bene”.
“A Londra siamo arrivati forti del terzo posto ottenuto ai Mondiali di Città del Messico – ha ricordato – ma in Inghilterra è successo uno dei miracoli sportivi più belli a cui io abbia mai partecipato”.
“Punto a Tokyo, che sarebbe la mia terza Paralimpiade e non è cosa da tutti – ha assicurato Assunta Legnante – fin quando mi diverto sento di dare tanto allo sport”.
“Quando ho iniziato a praticare sport il nostro mondo non aveva la visibilità che ha oggi – ha esordito il campione di sci nautico Daniele Cassioli – grazie allo sport le persone disabili possono venire a contatto con la felicità, quindi il mio obiettivo è proprio questo, convincere tante persone che lo sport è bello e può veramente regalarci felicità”.
“Voglio dedicare questo riconscimento a tutte le persone che hanno creduto in noi – ha detto lo sciatore Giacomo Bertagnolli – perchè senza quelle persone risultati come il nostro sono difficili da ottenere”.
Gli fa eco il suo atleta guida ai Mondiali e alle Paralimpiadi, Fabrizio Casal: “Ringrazio tutti quelli che ci hanno sostenuto, perchè non è sempre facile trovar le persone giuste e che abbiano la voglia di mettersi in gioco. Grazie, poi, alla guida che mi ha preceduto e ai nostri genitori”.
“Dico sempre che lo sport è come andare in vacanza – ha dichiarato Alex Zanardi – il giorno più bello non è mai l’ultimo ma sempre il primo. Non so se riuscirò ad andare oltre Tokyo ma intanto mi godo tutto questo”.
“Oltre che nel fioretto, da poco gareggio anche nella specialità della sciabola – ha ricordato dal palco Bebe Vio – al momento sono scarsissima ma è proprio questo che mi rende ancora più gasata nel momento in cui entro in palestra e mi alleno”.
“Sono molto fiero del record del mondo ottenuto con la mia squadra ai Global Games di Brisbane”, ha raccontato Gaetano Schimenti, corridore FISDIR.

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