Genitori e figli-atleti FISDIR: la soddisfazione del percorso sportivo Fisdir

Genitori e figli-atleti FISDIR: la soddisfazione del percorso sportivo

I genitori svolgono un ruolo fondamentale e nevralgico nel favorire l’accesso delle persone con disabilità all’attività sportiva. Di fatto rappresentano il ponte tra il desiderio di partecipazione del proprio figlio e le opportunità disponibili del mondo. Senza di loro, è pressocché impossibile trovare i nuovi campioni FISDIR. Senza di loro, il proprio figlio non potrà mai avere la possibilità di costruire fiducia in sé.

E, proprio per questo, è bene sensibilizzare i genitori che, ancora oggi, non si fidano a portare il proprio figlio a sfidare se stesso in campo sportivo. Anche perché il sostegno dei genitori vuol dire tutto, e può generare immensa soddisfazione e gioia. Ma se non credete alle nostre parole, forse credete a quelle dei genitori che, attualmente, stanno raccogliendo i frutti gustosi delle loro scelte.

Fiducia, impegno e dedizione

Tutto si basa sul sostegno emotivo: i genitori incoraggiano, motivano e aiutano i propri figli a costruire la propria fiducia nelle proprie capacità, ma anche a lanciarsi in nuove avventure. Questa presenza è basilare per costruire un rapporto positivo, sano e di fiducia con il mondo dello sport. Iniziare a praticare sport agonistico non è un hobby, ma una vera e propria presa di responsabilità.

Lo sappiamo noi, che ci teniamo a ribadire sempre quanto lo sport in FISDIR non sia un passatempo per le persone, ma lo sanno anche i genitori, come ci ha detto Stefano Piccinini, papà di Francesco: “Francesco si impegna costantemente e quotidianamente. Dopo il lavoro va a fare allenamento cinque o sei giorni a settimana. Gli allenatori sono sempre soddisfatti, l’impegno lo mette. Questa è la prima cosa che chiedevamo quando ha iniziato a fare sport: dedicarsi e aver voglia di far bene. Poi i risultati vengono, e quindi a questo punto nasce un po’ di golosità di andare avanti“.

Lo spirito di sacrificio che porta autonomia personale

Ma lo sport permette soprattutto di accrescere autostima, consapevolezza e fiducia del sé. Tre componenti umane e sociali che saranno di grandissima importanza per il loro futuro come individui inseriti nella società. Ed è un plus indispensabile, come testimoniano le parole di Matteo Zammarella, papà di Giovanni: “Lo sport per mio figlio è stata una cosa fondamentale, perché è stata impostata in maniera seria e metodica. Sono tutte esperienze che poi troveranno un riscontro anche nella vita quotidiana, ad esempio in un eventuale lavoro, dove bisogna rispettare regole e orari. Lo sport è una palestra di vita“.

Ma c’è anche la possibilità di sperimentare il principio dell’auto-responsabilità, come confermano le parole di Cristina Zonca, mamma di Sabrina Chiappa: “Siamo orgogliosi di Sabrina, di tutto quello che ha ottenuto, dell’autonomia e dei risultati nel nuoto. Da sola andava a Cremona ad allenarsi, faceva cento chilometri da sola in treno. Ha sacrificato tanto e molto“.

Non solo come crescita personale, ma lo sport FISDIR dimostra anche di essere fondamentale per una crescita sociale, come certificato dalle parole di Massimo Tononi, papà di Mattia: “Lo sport è fondamentale, indipendentemente dai risultati sportivi. A tutti questi ragazzi porta comunque un’esperienza di vita sociale. È sempre positivo. Dopo se arriva anche il risultato, tanto meglio“.

Lo sport come progetto di vita da estendere

Dulcis in fundo, possiamo serenamente constatare che lo sport racchiude valori e strumenti interessanti per la crescita individuale di una persona, sia a livello sportivo che a livello sociale. A questo punto, dunque, sarebbe opportuno lanciarci con un soliloquio sull’elementare quanto basilare importanza del ruolo dello sport nella vita delle persone, oppure su come le paure e le ansie andrebbero lasciate a casa per permettere ai propri figli di rispondere ai loro desideri di fare sport.

Ma non lo faremo, perché al nostro posto ci pensa Paola Bordin, mamma di Federico Casara, a sintetizzare al meglio concetti condivisibili, emozionanti e incoraggianti: “Federico sta dimostrando una determinazione, un impegno, una costanza e una cura al nuoto, e a quello che rappresenta per lui, che non avrei mai neanche immaginato. Lui è un ragazzo con autismo a livello molto grave e il nuoto gli piace in modo totale. Gli ha permesso di crescere, di stare con gli altri, di riuscire a essere molto più in salute fisicamente, a essere in forma e ad avere la cura della salute per fare questo sport. Lo sport è veramente una cosa grandiosa, fantastica, un progetto di vita che andrebbe esteso, implementato, reso ancora più inclusivo. Lo sport li trasforma, dà uno scopo di vita e li aiuta a raggiungere traguardi che altrimenti sarebbero più difficili.

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