Come funziona la Formazione dei Tecnici FISDIR e quali sono i benefici Fisdir

Come funziona la Formazione dei Tecnici FISDIR e quali sono i benefici

Ma quant’è importante la Formazione FISDIR per potenziare i nostri tecnici? Forse non bastano le parole “importante” o “fondamentale”, ma ne serve una più granitica: la Formazione FISDIR è imprescindibile. Un concetto che abbiamo compreso nei giorni scorsi insieme ad alcuni dei nostri Referenti Tecnici.

Dovrebbe essere un percorso continuo per chi vuole stare in Federazione – ci ha detto Angelo D’Auria del calcio a 5 -. I nostri ragazzi richiedono un adattamento continuo da parte nostra, non possiamo sentirci arrivati“. Gli fanno eco le parole Marzia Bucca, Referente Tecnico della Nazionale di Tennistavolo FISDIR, secondo cui la Formazione è “la condizione necessaria per garantire qualità, sicurezza e crescita sportiva e umana“.

La Formazione FISDIR è un tema gigantesco, che in qualche modo spiega anche quanto sia indispensabile per i nostri atleti il duplice lavoro che portiamo avanti: crescere campioni sportivi e futuri cittadini del mondo.

Per questo abbiamo chiacchierato un po’ con Floriana De Vivo, Consigliera Federale a cui è stata affidata proprio la Commissione Formazione, allo scopo di approfondire il tema.

Quant’è importante la formazione dei tecnici in FISDIR?

Abbiamo istituito una Commissione di Formazione Nazionale, abbiamo creato dei coordinatori regionali e abbiamo formatori sul Territorio. Tutto questo è importante non tanto da un punto di vista tecnico, ma metodologico: visto che abbiamo a che fare con persone con disabilità intellettive-relazionali, contano i diversi approcci e le varie strategie da adottare a seconda della condizione. È fondamentale trasferire questi concetti per avvicinare e formare quanti più tecnici possibili, così da alzare il livello della preparazione tecnica dei nostri atleti e di tutto il movimento.

Quindi è molto importante lavorare sulla comunicazione con gli atleti.

Sulla comunicazione, sui comportamenti e sugli atteggiamenti. Come tutte le persone, le disabilità sono diverse, non c’è uno standard in cui la Formazione è uguale per ogni singola persona. Posso avere un ragazzo con autismo che ha un problema con i rumori forti della palestra oppure una ragazza non verbale che non sa comunicare: in entrambi i casi, devo capire come comunicare per far raggiungere loro gli obiettivi. Sono tante le sfaccettature da trasferire a chi lavora con i nostri atleti.

Nelle nostre interviste, i tecnici ci hanno sottolineato che, grazie alla Formazione FISDIR, si ha una marcia in più proprio in qualità di tecnico.

Dai nostri atleti dobbiamo tirare fuori capacità e abilità nascoste. Attraverso la Formazione FISDIR, dobbiamo valorizzare la persona e l’atleta: si tratta anche di motivarli, con il lavoro che viene fatto dall’équipe psicologica. Così facendo trasferiamo il nostro modo di allenare: all’inizio la strada è dura, non possiamo dire a un ragazzo di entrare in vasca e fare 25mt stile, perché lo fa un atleta di alto livello. Invece è necessario entrare in empatia e in relazione con la persona, e darle una forte motivazione. Questa è la chiave per raggiungere il nostro successo formativo.

Un altro aspetto del ruolo del tecnico FISDIR è quello di accrescere l’autonomia dell’atleta in quanto persona.

Tecnicamente non lavoriamo dal punto di vista dell’autonomia, ma suggeriamo ai tecnici strategie rispetto a situazioni di difficoltà. Non esiste un modello preciso, ci rifacciamo alle linee guida dello SNaQ: ci soffermiamo sulla parte metodologica, comunicativa, delle varie disabilità e delle classificazioni, al fine di estrapolare la situazione. Dipende sempre da chi abbiamo di fronte.

Quale consiglio daresti a chi vorrebbe fare il tecnico FISDIR?

Diventi un tecnico FISDIR perché credi nelle abilità dei nostri atleti. Non devi pensare alle differenze, non ci sono limiti. Devi ragionare sapendo che di fronte hai atleti, professionisti e persone che vogliono fare sport – anche per un riscatto personale e per dimostrare che si può fare. La nostra consigliera Nicole Orlando ricorda sempre che lei non è speciale, ma è una persona con Sindrome di Down. Dobbiamo abbattere certi stereotipi e trasferire un diverso concetto su come vedere la disabilità.

Ci puoi raccontare una giornata tipo della Formazione FISDIR?

C’è l’area medica che spiega le varie tipologie di disabilità e le classificazioni. Poi c’è la parte tecnica, specifica per i regolamenti e il tipo di attività che facciamo in FISDIR. Infine c’è la parte relativa alla metodologia e agli approcci.

Che impatto avrà la Formazione FISDIR sul lungo periodo?

Si alzerà il livello tecnico dei nostri atleti, che miglioreranno anche dal punto di vista prestativo. Secondo me, c’è sempre un miglioramento dove si lavora, così da aprire orizzonti diversi. Se iniziamo a parlare di persone con diverse capacità, e non semplicemente di disabilità, si apre una finestra enorme, dove il pietismo non esiste.

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